UN GIOIELLO NEOCLASSICO: LA MADONNA DEL COVOLO

Alle pendici del Monte Grappa, a Pieve del Grappa e più precisamente nella frazione di Crespano si trova un gioiello del neoclassicismo dell’area delle pedemontana veneta : Santuario della Madonna del Covolo.

La chiesa – tempio verrà dichiarata Santuario nel 1916.

Il santuario della Madonna dl Covolo rientra nella parrocchia di Crespano e dipendente dalla Diocesi di Padova.

Affianco alla chiesa si trova la Casa di Spiritualità Santa Maria del Covolo, gestita dalle Serve di Maria Addolorata di Chioggia

ORIGINI: TRA LEGGENDA E STORIA

Sicuramente per la sua locazione il santuario o meglio il luogo di culto ha origini precedenti al medioevo, probabilmente con rituali legati alla grotta ed alle divinità della natura degli uomini antichi e quindi alla venerazione delle divinità del bosco: le ninfe.

Non a casa in Italia esisto molteplici chiese che nascono da grotte o all’ interno di alcune di queste, un esempio è il Mitreo di Sutri.

Secondo la credenza popolare il santuario nasce nel medioevo quando una pastorella sordomuta si rifugiò in una grotta (covolo in dialetto) per trovare riparo dal temporale. Qui le apparve la Vergine che la guarì dalla sua condizione e le disse di annunciare a tutta la popolazione che ella desiderava una cappella in quel luogo.

Negli anni 20’ del 1300 viene menzionato l’appellativo “Santa Maria del Covolo” riferito però ad un altare della chiesa di San Marco di Crespano.

Solo nel 1338 si hanno fonti che parlano di una chiesa.

La chiesa subisce dei restauri nel corso dei secoli.

La forma attuale si colloca nei primi anni del 1800 (1804/1809) ad opera di Antonio Canova.

I lavori furono diretti dal cugino di Canova: Giovanni Battista Zardo “Fantolin”.

Nel 1845 un masso sfondò l’edificio sventrando il presbiterio e la sagrestia, la statua della Madonna dell’altare maggiore su ritrovata a fondovalle intatta. Fu ritenuto un miracolo.

L’ARCHITETTURA CANOVIANA E IL NEOCLASSICISMO

Antonio Canova per il Santuario inizia a sperimentare delle forme nuove per il territorio in cui opera, infatti la Madonna del Covolo potrebbe essere visita come il punto di partenza per il Tempio Canoviano.

Notiamo subito che Canova propone delle forme e delle linee che seguono perfettamente lo stile Neoclassico; del quale Canova è uno dei più grandi interpreti.

In facciata ci viene proposto il tempio greco rigorosamente sopra elevato, un pronao con 6 colonne in stile ionico che sorreggono una trabeazione molto semplice con una scritta in latino incisa, al di sopra troviamo il frontone greco con il timpano.

facciata tempio

All’interno del timpano troviamo una decorazione a fresco che rappresenta l’apparizione della Vergine alla pastorella. Nel mondo classico greco era solito trovare nel timpano e nei fregi della trabeazione decorazioni di sculture come Centauromachie, Amazzonomachie, Gigantomachie.

Apparizione della Vergine nel timpano

Reciprocamente nei due lati della facciata troviamo una colonna per sorreggere il peso della struttura ed una lesena proiettata a muro. Inoltre possiamo notare due nicchie che presumibilmente ospitavano delle sculture con al di sopra una targa con decorazione di episodi probabilmente sacri. Sopra il portone di ingresso abbiamo un’altra targa con una incisione in latino.

Nicchie, targhe e colonna laterale con lesena

Canova per la struttura retrostante alla facciata sperimenta le forme del Pantheon e realizza un edificio con pianta circolare. È presente una cupola a cassettoni decorata a fresco da Alpago con l’oculo centrale che riprende per la struttura il Pantheon di Roma.

Cupola a cassettoni con oculo centrale e giro e affresco circolare di Alpago con angeli e putti

Facciata greca e pianta circolare verranno poi riprese da Canova per il Tempio di Possagno.

Possiamo aggiungere che per la struttura il Santuario ha in parte una certa risonanza con la Rotonda di Andrea Palladio, con la quale condivide la facciata a tempio e la pianta centrale.

L’architetto realizza questo ambiente chiamato rotonda senza demolire la precedente chiesetta che si trova nella zona retrostante suddivisa dalla parte circolare da un filtro.

Canova tiene conto delle preesistenza del sito.

LA DECORAZIONE DI ALPAGO

All’interno troviamo delle decorazioni oltre a quelle architettoniche. Gli affreschi sono novecenteschi ad opera di Don Delmetrio Alpago.

Nella cupola possiamo ammirare la Gloria degli angeli, lungo le pareti scandite da semicolonne giganti e lungo le quali corre la trabeazione interna troviamo delle raffigurazioni di figure angeliche che rappresentano il Mistero del Rosario.

Affreschi di Alpago

Passando per l’ambiente di filtro composto da due colonne dopo il quale si snoda il corpo longitudinale della vecchia chiesa che richiama per struttura un coro, troviamo sopra le colonne in una lunetta un altro affresco di Alpago con la rappresentazione della valle con il tempio che domina il paesaggio, le pecorelle al di sotto al pascolo e la Vergine nel cielo che benedice il paese.

Affresco di Alpago della Madonna benedicente
zona di filtro

Il soffitto del corpo longitudinale è voltato a botte a cassettoni, al centro troviamo l’affresco di Alpago che rappresenta la Natività.

Natività di Alpago

Nella zona presbiteriale troviamo l’altare con al centro la Madonna col bambino in trono.

L’ingresso è perfettamente in asse con l’altare della Vergine.

Altare con la Madonna col bambino

Al di fuori troviamo Il campanile progettato da Fausto Scudo negli anni 30 del 1900 e nel retro un sentiero che conduce nel bosco per un’escursione nella natura.

Il campanile anni 30 del 1900

COME ARRIVARCI?

Arrivare al Santuario della Madonna del Covolo è molto semplice, arrivando a Crespano (ora Pieve del Grappa) sarà sufficiente raggiungere il semaforo principale e svoltare in via Monte Grappa e seguire la strada per poi continuare sempre in senso retto per Via Madonna del Covolo.

Dopo una salita vi apparirà il tempietto.

Vi è spazio per parcheggiare e la possibilità di bere un caffè nel vicino locale.

Consiglio di verificare gli orari di messe ed orazioni, poichè il Santuario è pur sempre un luogo di culto e di preghiera.

Inoltre è un sito culturale accessibile per persone con difficoltà motorie, ne parla molto bene l’amica Sara di Ruote Libere nel suo articolo relativo alla Madonna del Covolo.

www.socialveneto.com by Rafael S. Marchese

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